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Guida completa ai cateteri:

tipologie, usi e differenze principali

Nel settore medico e dell'assistenza sanitaria, il catetere è uno dei dispositivi medici più utilizzati per la somministrazione di terapie, il drenaggio di fluidi e il monitoraggio dei pazienti. Tuttavia, esiste un'ampia varietà di modelli, ognuno progettato per uno scopo clinico ben preciso.

Comprendere le differenze tra i diversi tipi di cateteri è fondamentale per personale sanitario, caregiver e pazienti, in modo da garantire la scelta del presidio più idoneo, sicuro ed efficace.

In questo articolo analizzeremo le principali tipologie di catetere, rispondendo ai dubbi più comuni.

Quali sono le differenze tra i cateteri?

La principale differenza tra i cateteri risiede nella loro destinazione d'uso e nel distretto anatomico in cui vengono inseriti. Un catetere è essenzialmente un tubo flessibile o semirigido in materiale biocompatibile (come silicone, PVC o poliuretano), ma le sue caratteristiche variano radicalmente in base a: 

  • Funzione principale: drenaggio di fluidi corporei (es. urina) o infusione di farmaci/nutrienti nel sangue.
  • Via di accesso: vascolare, urinaria, epidurale, peritoneale, ecc.
  • Tempo di permanenza: a breve termine (monouso/temporanei) o a lungo termine (a dimora o a lungo stazionamento).
  • Struttura interna: presenza di uno o più canali (vie/lumi) dedicati a funzioni differenti.

Quali sono i diversi tipi di cateteri?

I cateteri si dividono in due grandi macro-categorie principali: cateteri urinari (o vescicali) e cateteri vascolari.

1. Cateteri urinari (vescicali)

Utilizzati per consentire lo svuotamento della vescica in caso di ritenzione urinaria, incontinenza o durante e dopo interventi chirurgici. I principali sono:

  • Catetere Foley (a dimora): viene inserito attraverso l'uretra e rimane all'interno della vescica grazie a un palloncino gonfiabile situato sull'estremità. È collegato a una sacca da letto o da gamba per la raccolta continua dell'urina.

  • Catetere Nelaton (ad intermittenza): dispositivo monouso e privo di palloncino, utilizzato esclusivamente per lo svuotamento estemporaneo della vescica e rimosso subito dopo l'uso.

  • Catetere Sovrapubico: inserito chirurgicamente direttamente nella vescica attraverso una piccola incisione sull'addome, indicato per un utilizzo a lungo termine quando la via uretrale non è praticabile.

2. Cateteri vascolari

Progettati per accedere al sistema circolatorio (vene o arterie) al fine di somministrare farmaci, liquidi, nutrizione parenterale o effettuare prelievi ematici.

  • Cateteri venosi periferici (CVP)

  • Cateteri venosi centrali (CVC)

  • Cateteri arteriosi (utilizzati principalmente in terapia intensiva per il monitoraggio della pressione arteriosa).

Qual è la differenza tra un catetere venoso centrale e uno periferico?

La differenza fondamentale tra un catetere venoso periferico (CVP) e un catetere venoso centrale (CVC) riguarda la sede di inserimento, la durata del trattamento e il tipo di farmaci da somministrare.

Il catetere venoso periferico viene inserito in vene di piccolo calibro, solitamente quelle della mano o del braccio, e la sua punta rimane all'interno della vena periferica stessa. È la soluzione ideale per trattamenti a breve termine, come l'idratazione standard o la somministrazione di farmaci comuni per pochi giorni. Trattandosi di una procedura semplice, il rischio di complicanze gravi è molto basso, sebbene possa verificarsi una flebite localizzata.

Il catetere venoso centrale, al contrario, viene posizionato in vene di grande calibro — come la giugulare, la succlavia o la femorale — oppure fatto avanzare dal braccio (come nel caso del PICC) fino a far giungere la punta nella vena cava, in prossimità del cuore. Questo dispositivo è progettato per terapie a medio e lungo termine (da diverse settimane fino a mesi o anni) ed è indispensabile per la somministrazione di nutrizione parenterale totale, chemioterapia o farmaci irritanti che danneggerebbero le vene più piccole. Data la sua invasività, richiede una gestione sterile estremamente rigorosa per prevenire il rischio di infezioni sistemiche.

Quali sono i cateteri a 3 vie?

Un catetere a 3 vie (o a triplo lume) è un dispositivo dotato di tre canali interni separati e indipendenti all'interno dello stesso tubo principale. Ciascuna "via" o lume svolge una funzione specifica ed esce con un connettore distinto.

I cateteri a 3 vie si trovano sia in ambito urologico che vascolare:

Catetere vescicale a 3 vie (es. Foley a 3 vie)

Viene utilizzato principalmente in caso di ematuria (sangue nelle urine) o dopo interventi chirurgici alla prostata o alla vescica. Le tre vie svolgono le seguenti funzioni:

  1. Prima via: per il drenaggio dell'urina e dei liquidi dalla vescica verso la sacca di raccolta.

  2. Seconda via: per il gonfiaggio del palloncino di ancoraggio in vescica.

  3. Terza via: per l'irrigazione continua della vescica tramite una soluzione fisiologica, utile per lavare la vescica ed evitare la formazione di coaguli ematici che potrebbero ostruire il passaggio.

Catetere venoso centrale (CVC) a 3 vie

Nelle terapie vascolari complesse (specie in terapia intensiva o oncologia), il CVC a triplo lume consente di:

  1. Infondere farmaci incompatibili tra loro contemporaneamente (poiché i lumi rimangono separati fino all'uscita della punta).

  2. Somministrare la nutrizione parenterale su un canale dedicato.

  3. Eseguire prelievi di sangue o monitorare la pressione venosa centrale (PVC) sul terzo canale.

La scelta del catetere corretto dipende sempre dalle condizioni cliniche del paziente, dalla durata della terapia e dalle indicazioni del medico specialista. Che si tratti di un dispositivo vascolare per terapie complesse o di un catetere vescicale collegato a un'adeguata sacca di raccolta per urina, garantire la massima igiene e l'utilizzo di presidi medici certificati è il passo fondamentale per prevenire infezioni e assicurare il massimo comfort al paziente.

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